giovedì 19 novembre 2009
44 Tope.....
Valgono di più 2 minuti loro di tutti gli articoli di Feltri,Belpietro & co.
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Elio e le Storie Tese satira politica
mercoledì 18 novembre 2009
THE MEN WHO STARE AT GOATS – L’uomo che fissa le capre
«Questa storia è più vera di quanto possiate credere»
Il film di Grant Heslov ,presentato fuori concorso alla 66 mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e appena uscito nelle sale italiane,è tratto dal libro-inchiesta del reporter Jon Ronson, The men who stare at goats, un libro che tratta della divisione psicologica della macchina militare statunitense e che affronta una delle teorie cospirative più pazzesche che esista, quella per cui ci sono persone molto potenti che utilizzano l’occulto per controllarci.
Il film è scioccante ed esilarante al tempo stesso, una combinazione inquietante.
Uno dei personaggi principali della pellicola è il Colonnello Bill Django (Jeff Bridges),reduce del Vietnam che nel 1979 presentò al Pentagono il suo Manuale del Primo Battaglione Terra, un tentativo di ridisegnare in chiave new age le forze armate statunitensi. Queste forze speciali,approvate ufficialmente dal governo americano, si proponevano di trovare nuovi metodi non distruttivi per combattere le guerre:musiche ambient per rilassare il nemico, fiori simbolo di pace e amore, manipolazioni psichiche in grado di fermare il battito del cuore di una capra solo con lo sguardo, regolatori di ginseng, strumenti divinatori,lsd. L’esperimento fallì e il Primo Battaglione Terra fu’ smantellato.
Bob Wilton (Ewan McGregor) è un giornalista appena lasciato dalla moglie che vuole riscattare se stesso. Decide così di partire per i territori di guerra, alla ricerca dello scoop della sua vita, dove incontra casualmente Lyn Cassady (Gorge Clooney), ex membro scelto dello smantellato reparto dell'esercito americano dedicato alla ricerca di metodi di combattimento psichici, e decide di seguirlo alla ricerca di Django e di se stesso. I due ritroveranno l’ex Colonnello hippy richiamato al lavoro in un campo di prigionia in mezzo al deserto dove i prigionieri vengono torturati, rinchiusi in container, con l’ascolto continuo di canzoni per bambini e luci psichedeliche e dove dieci capre sono rinchiuse in un capannone segreto.
Una riflessione sulla politica americana odierna, sull’organizzazione del suo orgoglio più grande,l’esercito, e sulla sconfitta della generazione del flower power.
Il film di Grant Heslov ,presentato fuori concorso alla 66 mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e appena uscito nelle sale italiane,è tratto dal libro-inchiesta del reporter Jon Ronson, The men who stare at goats, un libro che tratta della divisione psicologica della macchina militare statunitense e che affronta una delle teorie cospirative più pazzesche che esista, quella per cui ci sono persone molto potenti che utilizzano l’occulto per controllarci.
Il film è scioccante ed esilarante al tempo stesso, una combinazione inquietante.
Uno dei personaggi principali della pellicola è il Colonnello Bill Django (Jeff Bridges),reduce del Vietnam che nel 1979 presentò al Pentagono il suo Manuale del Primo Battaglione Terra, un tentativo di ridisegnare in chiave new age le forze armate statunitensi. Queste forze speciali,approvate ufficialmente dal governo americano, si proponevano di trovare nuovi metodi non distruttivi per combattere le guerre:musiche ambient per rilassare il nemico, fiori simbolo di pace e amore, manipolazioni psichiche in grado di fermare il battito del cuore di una capra solo con lo sguardo, regolatori di ginseng, strumenti divinatori,lsd. L’esperimento fallì e il Primo Battaglione Terra fu’ smantellato.
Bob Wilton (Ewan McGregor) è un giornalista appena lasciato dalla moglie che vuole riscattare se stesso. Decide così di partire per i territori di guerra, alla ricerca dello scoop della sua vita, dove incontra casualmente Lyn Cassady (Gorge Clooney), ex membro scelto dello smantellato reparto dell'esercito americano dedicato alla ricerca di metodi di combattimento psichici, e decide di seguirlo alla ricerca di Django e di se stesso. I due ritroveranno l’ex Colonnello hippy richiamato al lavoro in un campo di prigionia in mezzo al deserto dove i prigionieri vengono torturati, rinchiusi in container, con l’ascolto continuo di canzoni per bambini e luci psichedeliche e dove dieci capre sono rinchiuse in un capannone segreto.
Una riflessione sulla politica americana odierna, sull’organizzazione del suo orgoglio più grande,l’esercito, e sulla sconfitta della generazione del flower power.
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l'uomo che fissa le capre film recensione
martedì 17 novembre 2009
El Pueblo Unido.....
La policía te está extorsionando pero ellos viven de lo que tu
estas pagando
y si te tratan como un delincuente, no es tu culpa dale gracias
al regente.
Hay que arrancar el problema de raíz y cambiar el gobierno de
nuestro país.
A la gente que está en la burocracia, a esa gente que le gustan
las migajas.
Yo por eso me quejo y me quejo porque aquí es donde vivo y yo ya
no soy
pendejo, que no watchas los puestos del gobierno hay personas que
se están
enriqueciendo.
Gente que vive en la pobreza y nadie hace nada porque a nadie le
interesa.
La gente de arriba te detesta y hay más gente que quiere que
caigan sus cabezas.
Si le das más poder al poder, más duro te van a venir a joder,
porque fuimos potencia mundial y somos pobres nos manejan mal.
Coro:
Dame, dame, dame todo el power para que te demos en la madre,
give me, give me todo el poder so I can come around to joder.
Porque no nacimos donde no hay que comer,
no hay porque preguntarnos cómo le vamos a hacer?
Si nos pintan como unos huevones, no lo somos. Viva México
cabrones¡
que se sienta el power mexicano que se sienta todos juntos,
como hermanos porque somos más y jalamos más parejo,
porque estar siguiendo a una bola de pendejos?
que nos llevan por donde les conviene y es nuestro sudor lo que
los mantiene,
los mantiene comiendo el pan caliente y ese pan es el de nuestra
gente.
Coro:
Dame, dame, dame todo el power para que te demos en la madre,
give me, give me todo el poder so I can come around to joder
Il post del Russo di oggi mi ha spinto a farvi ascoltare questa canzone del 98 del gruppo messicano Molotov il cui testo originale è riportato qui sopra.Credo che il senso delle parole si sposi bene con la situazione messa in evidenza dall'amico Russo.Spero che non ci sia bisogno di traduzione in Italiano,mi sembra abbastanza chiaro.Nel caso aggiungerò qualche nota.
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Mollotov Dame Todo el Power letras
lunedì 16 novembre 2009
Onestà Intellettuale.
Sarebbe troppo facile esprimere solidarietà ed ammirazione per il testo della nuova canzone di Franco Battiato Inneres Auge.Il tema del mio dibattere è un altro ma rimane sempre riferito a questo brano che potete ascoltare ad inizio post.Secondo voi un musicista della levatura del Maestro Battiato quanti minuti ha impiegato per comporre la musica di questo pezzo? 2? Io credo anche meno.Tra l'altro ho trovato avvilenti i peana innalzati a lui da giornalisti di settore che accostano questa canzone all'altra invettiva sulla decadenza italiana di parecchi anni fa Povera Patria.In quel caso la struttura melodica era molto più elaborata e sicuramente di maggior classe.Onestà intellettuale esige che si dica,a prescindere dalla indiscussa grandezza artistica del personaggio in questione,che Inneres Auge ha una rilevanza musicale men che modesta!
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Inneres Auge Franco Battiato considerazioni
domenica 15 novembre 2009
Il Travaglio di Mamma Lupa
Lunga gestazione quella del nuovo album dei Wolfmother,ci sono infatti voluti più più di 3 anni per dare un seguito al fortunato debutto del 2006,ma alla fine la pazienza è stata premiata ed ecco pronto Cosmic Egg.
I motivi del ritardo sono in buona parte imputabili al fatto che Andrew Stockdale,cantante chitarrista ed autore dei brani,ha voluto rivoluzionare completamente la formazione della band a tal punto che lui è l'unico rimasto della line-up che incise il primo disco.
Tutto ciò devo dire non ha influito più di tanto sul genere proposto dal gruppo che rimane un Hard-Rock decisamente robusto di derivazione anni 70 con fortissime influenze zeppeliniane.Per averne una conferma è sufficiente dare un ascolto al clip che propongo all'inizio del post dedicato al singolo che ha anticipato di circa un mese l'uscita dell'album : New Moon Rising.Per dare un'idea più completa del gruppo ho voluto inserire a fine post anche il file audio di California Queen che è uno dei brani che preferisco soprattutto per il tiratissimo riff che rimanda vagamente a qualcosa degli Stooges.Disco in complesso molto compatto che oltre al continuo tributo alla coppia Page-Plant attinge a volte anche a qualche riff di Angus ( mica per niente sono australiani )e a qualche melodia beatlesiana.
Difetto principale : il rischio di trasformarsi in una tribute-band degli Zeppelin e che tranne la ballata Far Away non hanno potenziali hit da classifica.Se vi dovesse capitare vi consiglio comunque vivamente anche l'ascolto del brano che chiude l'album : Violence of the Sun con una struttura che ricorda molto Comfortably Numb dei Floyd.A prescindere dalla poca originalità dal vivo rendono molto e come dicono oltre Oceano It's Kick-Ass Rock'n'Roll!
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Cosmic Egg Wolfmother recensione
venerdì 13 novembre 2009
Il salvabile non è stato salvato
Feste di piazza
Le carte colorate
Gli sguardi sempre ben disposti
A dolci ed aranciate
I capi in testa
Con i distintivi sfavillanti
Si sbracciano come dannati
Solo per sentirsi piu' importanti
Sale sul palco
Il numero 24 dalla lista
Che per far pressa sulla folla
Continua a ripetere
E' ora di finirla adesso basta!
Tutti d'accordo
E si puo' andare avanti
E come previsto dal programma
Arrivano i cantanti
Adesso e' il turno
Di quello un po' introverso
Che mentre si esibisce stancamente
Pensa che e' solo tempo perso
E tutto a un tratto
Arriva l'attrazione
La gente applaude nervosamente
Per mascherare un po' di delusione
Tutto e' finito
Si smonta il palco in fretta
Perche' anche l'ultimo degli addetti ai lavori
Ci ha a casa qualcuno che l'aspetta
Restano sparsi
Disordinatamente
I vuoti a perdere mentali
Abbandonati dalla gente
Dalla gente
Abbandonati dalla gente....
Ho voluto riprendere il testo di questa grande canzone di Edoardo Bennato perchè penso che il ritratto dell'Italia di 35 anni fa sia purtroppo per molti aspetti ancora attuale.L'unica differenza è che sono aumentati in maniera esponenziale i vuoti a perdere mentali delle persone.
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testo Edoardo Bennato Feste di Pazza
giovedì 12 novembre 2009
Un Uomo in Casa
Visto che la televisione generalista scontenta moltissime persone con i suoi palinsesti ,vi propongo un tuffo nel passato per riscoprire una bellissima serie di telefilms che andò in onda in Italia nell'autunno del 1978 su Rai 2 e che si intitolava Un Uomo in Casa.Il titolo originale inglese era A Man about the House e trasudava British style da ogni scena,motivo per cui probabilmente me ne invaghì perdutamente.La trama è pittosto semplice : un ragazzo di nome Robin Tripp,aspirante cuoco di Southampton,si trasferisce a Londra e condivide l'appartamento con 2 ragazze.Per evitare il veto imposto dal padrone di casa ,il signor George Roper,alla convivenza promiscua tra uomini e donne Robin si finge gay e ottiene così di poter rimanere.Altri protagonisti della serie erano Mildred,attempata moglie del signor Roper ma molto sensibile al fascino maschile e Larry compagno di merende di Robin.
La serie ottenne così tanto successo che generò 2 spin off : George e Mildred e Il Nido di Robin.Al contrario di molti altri telefilms,purtroppo,questo non è mai stato replicato sulle reti nazionali,anche se sulle reti berlusconiane ne venne proposta una versione americana qualche anno dopo dal titolo 3 Cuori in Affitto con John Ritter come protagonista maschile.Devo però aggiungere che la classe e la raffinatezza dell'originale inglese non vennero neanche sfiorati dal remake a stelle e striscie.
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