mercoledì 17 luglio 2013
Dal mattino nessun buongiorno
mercoledì 5 giugno 2013
Gli editori dei Pearl Jam
mercoledì 7 luglio 2010
L’ORECCHIO DI AFRODITE AMONGST THE WAVES FOR A NIGHT IN VENICE
“Stay with me..let’s just breathe”
Luglio 1995;la metà maschile dell’orecchio in trasferta negli USA,dopo aver fatto incetta di dischi in tutti i negozi di San Diego (e non solo,ndr),si appresta ad assistere al concerto dei Pearl Jam; purtroppo non fà i conti con la cena a base di pesce che Eddie Vedder si concede prima del concerto ed assiste al ritiro dalle scene del carismatico frontman, dopo sole due canzoni,piegato in due dai forti crampi allo stomaco causati da un’intossicazione alimentare .Il nostro sfortunato amante della musica si deve quindi accontentare di un’improvvisata esibizione di un certo Neil Young che cerca di salvare la serata.
Quindici anni dopo, il nostro amante della musica,con la sua fida compagna,ci riprova e decide di partecipare all’ultima giornata dell’Heineken Jammin Festival,nel Parco dove due anni prima lo stesso Festival (che includeva l’esibizione,tra gli altri,dei suddetti Pearl Jam) era stato annullato per l’incombere di un’improvvisa tromba d’aria e dove due giorni prima saltava l’esibizione dei Green Day causa condizioni metereologi che avverse,per poter finalmente sentire i Pearl Jam dal vivo!
Appena arrivati a Mestre,veniamo accolti da un cielo che più nero non si può e da una poco rassicurante pioggerellina…le premesse non sono delle migliori.
Terminata l’esibizione di Ben Harper,la metà maschile dell’orecchio riesce anche a dare un’occhiata alla partita grazie al maxischermo sistemato all’interno del villaggio della musica prima di prendere posto davanti al palco per assistere allo spettacolo:
Given To Fly – Corduroy - World Wide Suicide - The Fixer - Elderly Woman Behind The Counter in a Small Town – Breath – MFC - Even Flow - Present Tense - Do The Evolution - Unthought Known – Porch.
La sequenza iniziale è a dir poco entusiasmante. I Pearl Jam non disattendono le aspettative del numeroso (46.000?) pubblico accorso in gran parte per loro. Eddie Vedder è l’incarnazione della rockstar! Canta divinamente,sputa,fuma,salta,misura tutto il palco con ampie falcate,ammicca verso il pubblico ammassato contro le transenne,continua a bere vino rosso da una bottiglia gelosamente custodita a fianco dell’asta del microfono per tutta l’esibizione. Piccola pausa per prendere fiato e si ricomincia:
Red Mosquito (con Ben Harper) - Just Breath - State of Love and Trust - Arms Aloft – Jeremy
La voce di Eddie, una delle ultime divinità del rock, allontana le nuvole nere. Si muove sul palco con la consapevolezza e l’esperienza maturata negli ultimi venti anni sui palchi di tutto il mondo.
La terza parte dello show ha inizio tra le urla delle migliaia di persone che non vogliono rassegnarsi alla fine dello spettacolo.
Got Some – Once – Black - Public Image – Alive -Rockin’ in the Free World(con Ben Harper)
Si accendono le luci. E’ finito. Si torna a casa. We are still alive.