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sabato 11 luglio 2009
Liturgia Laica Irlandese
Eravamo in centomila era il titolo di una vecchissima canzone di Celentano che comunque non racconta una realtà molto distante da quella vissuta la sera del 7 luglio 2009 allo stadio Meazza di Milano.L'unica volta che avevo visto gli U2 in concerto era stato 22 anni fa a Modena durante il tour di The Joshua Tree, quindi all'apice della forma fisica e compositiva,comprensibile dunque la curiosità di un fan della prima ora di vedere come stanno i suoi idoli dopo 3 decenni di carriera.
Non nascondo poi che ulteriore motivazione per partecipare all'evento me l'ha data anche la presenza degli Snow Patrol come gruppo spalla e devo dire che a conti fatti la fiducia è stata ben riposta.La band scozzese è infatti salita sul palco alle 19.30 ed ha suonato per circa 40 minuti proponendo un ottimo set di canzoni non particolarmente apprezzato da un pubblico inspiegabilmente freddo ( nel settore arancio credo di essere stato l'unico a cantare ).Nonostante ciò complimenti ai ragazzi che hanno dimostrato di meritare il successo che hanno ottenuto sino ad ora e mi permetto di segnalare una versione di Chasing Cars davvero intensa e coinvolgente.Pochi minuti dopo le 21 il vescovo laico Paul Hewson coadiuvato da altri 3 alti prelati della Chiesa laica Irlandese dava inizio alla funzione.Un concerto degli U2 è ormai diventato negli anni qualcosa di accostabile ad una Messa, con il pubblico che risponde in maniera omologata e canonizzata agli inviti degli officianti.La scelta però di Breathe come primo brano in scaletta lascia un po'perplessi,meno male che arrivano subito No Line on the Horizon ,Get on your Boots e Magnificent a spazzare via i dubbi, tra l'altro nonostante i miei fondati timori Bono sembra in ottima forma con l'ugola.Pagato il primo tributo al nuovo album ci si può tuffare nei classici e allora ecco Beatiful Day seguita da Still Havent'found...che sfuma nella cover di Stand By Me e San Siro diventa un gigantesco Karaoke.Si prosegue con Angel of Harlem ,pezzo dell'88 ,che dà lo spunto per un rapido tributo a Michael jackson con 2 accenni a Man in the Mirror e Don't stop till......il caso vuole ( o la sfiga ) che sia il 18esimo compleanno della figlia di Bono quindi brindisi sul palco con tanto di festeggiata presente e pubblico non entusiasta di intonare l'happy birthday,forunatamente il tutto dà la scusa di esguire il brano più antico di tutta la scaletta : Party Girl.Un po' di pazienza per sopportare Spanish Eyes dal peggior album del gruppo ( all that you can't leave behind ) ed Unknown caller per arrivare al momento magico del concerto con la riproposizione di The Unforgettable Fire ( da quasi 20 anni assente dai palcoscenici )seguita da City of blinding Lights e una superba Vertigo che fa tremare l'impianto.Al massimo dell'eccitazione di massa viene proposta I'll go crazy if i don't go crazy tonight ( prossimo singolo) in una particolare versione dance ( che non mi piace ) e che vorrebbe trasformare lo stadio in una discoteca.Siamo ai riti di conclusione con tanto di messaggi in video di Nelson Mandela e del vescovo Desmond Tutu e sermoni di Bono sul regime birmano e sulle promessse non mantenute di Berlusca sull'Africa ( peccato io volevo Noemi e la D'addario ),la colonna sonora è sostenuta dalle canzoni più famose del gruppo: Sunday Bloody Sunday , Pride, Walk on ,Where the streets.., One e With or Without You.I 90.000 presenti cantano all'unisono coprendo le pecche vocali di Bono a cui la malattia di 10 anni fa ha lasciato purtroppo danni permanenti .Sono quasi le 23.30 e per evitare che i residenti si incazzino ancora di più i 4 irlandesi ci salutano con Moment of Surrender.Durante un'esibizione di questa portata il livello emozionale si innalza talmente che si rischia di perdere la capacità di giudicare serenamente la prestazione del complesso .Mi sento comunque di promuovere a pieni voti la parte tecnica della performance, amche se non farsi travolgere dalla spettacolarità del palcoscenico e degli effetti speciali non è stato semplice .La cosa però che mi ha fatto più piacere è la consapevolezza di aver ritrovato 4 vecchi amici con cui non uscivo da tempo e che a parte le rughe gli acciacchi e i capelli non sono cambiati e che spero di poter rincontrare tra altri 20 anni.
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