Journey : don’t stop believin’
Ac/ dc : you shook me all night long
Iron maiden : flight of icarus
U2 : bad
Simple minds : alive and kicking
Styx : mr roboto
Clash : rebel waltz
David Bowie : ashes to ashes
Cher : just like jesse james
Bruce springsteen : bobby jean
Bob seger : American storm
John mellencamp : smalltown
Foreigner : juke-box hero
Bryan adams : one night love affair
Asia : don’t cry
Bad English : ghost in your heart
Prince : 1999
Bob Dylan : Jokerman
Jackson Browne : of missing persons
Cars : magic
Pat Benatar : Little too late
Billy Joel : I go to extremes
E.L.O : twilight
Bonnie Tyler : total eclipse of the heart
Police : Don’t stand so close to me
Toto : stop loving you
Reo Speedwagon : Keep the fire burning
Night Ranger : Rock in America
Van Halen : Dreams
David Lee Roth : just like paradise
Pink Floyd : The final cut
America : Survival
Chicago : hard to say I’m sorry
Stevie Winwood : Valerie
Paul McCartney : Take it away
Poison : Fallen Angel
Queen : Radio Gaga
Def Leppard : Photograph
Survivor : Desperate Dreams
Marillion : Lavender
Ho accolto l'invito di qualche amico blogger a stilare la mia compilation dei brani più rappresentativi per me degli anni 80. So già che quasi tutti voi rabbrividirete alla lettura ma questo è quanto, credo che solo Unwise possa in parte comprendere.
Rileggendo ed analizzando credo che l'adolescente americano dei primi anni 80 sia ancora ben vivo dentro di me.
Inutile sottolineare che l'ordine è del tutto casuale e che sono brani che rappresentano solo ed esclusivamente la mia esistenza, se avessi dovuto indicare una lista oggettiva ed orientativa per l'epoca le scelte sarebbero state radicalmente differenti, questa qua è solo di cuore ed istinto.
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giovedì 21 luglio 2011
lunedì 1 febbraio 2010
Cosa resta di quegli anni 80
Non ci vuole molto ad accorgersi che ultimamente, in un momento storico di stasi creativa come quello che stiamo vivendo, stili, immagini e mode generati negli anni 80 vengono imitati e rimescolati a nostro uso e consumo.E' sufficiente pensare alle riunion musicali avvenute o annunciate negli ultimi tempi(Spandau Ballet,Ultravox,Soundgarden solo per citarne alcuni) o entrare in un qualsiasi negozio di abbigliamento.Al comune di Monza qualcuno si è accorto dove sta tirando il vento e ha avuto la lungimiranza di approfittarne.
Il Serrone di Villa Reale e l'Arengario a Monza ospitano fino al 14 febbraio 2010 una mostra dedicata alla pittura della ribellione, quella degli anni'80.
Glia nni 80 sono stati anni di cambiamenti e di stasi, di cadute e risalite, di revisionismo e di futuro ma soprattutto anni di arte contemporanea;sono ricordati in arte, oggi, come un momento di radicale mutamento attraverso la cosiddetta “fine delle avanguardie” e la nascita di un altro sistema artistico. Si affermarono nuovi movimenti, quali la Transavanguardia italiana, i Nuovi Selvaggi tedeschi, i graffitisti statunitensi, laYoung British Sculpture, gli Anacronisti, la Figuration Libre francese, ma emersero anche forti individualità, come Mario Schifano, Mimmo Paladino, Francesco Clemente, Luigi Ontani,Georg Baselitz, Markus Lupertz, Anselm Kiefer, Helmut Middendorf, Keith Haring, Jean Michel Basquiat,Robert Combas, Julian Schnabel,Anish Kapoor.
Gli anni 80 riportarono l’arte ad una forma grafica più tradizionale, ancorandola alla piacevolezza del colore e della forma.
Il detonatore del cambiamento fu l'insofferenza per il minimalismo e il concettualismo degli anni Sessanta e Settanta
L' esplodere del benessere dei cosiddetti anni dell' edonismo reaganiano creò il mercato adatto a una pittura piacevole, comprensibile, di grande formato e con una forte componente manuale che poteva compiacere l' acquirente soddisfatto di possedere qualcosa di fatto a mano, di unico.
I centri artistici di questi anni furono i due Paesi che più a lungo avevano vissuto sotto la cupezza degli anni di piombo: la Germania e l' Italia.
Schifano- Orto Botanico,1982, smalti su tela
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